1970-1971 GIOVANNI SILVESTRI

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Presidente: Giovanni Silvestri
Vicepresidente: Roberto Frontini
Segretario: Sardus Tronti
Tesoriere: Alberto Magnoni
Prefetto: Dante Garofoli
Past Presidente: Carlo Carloni
Presidente incoming: Forzolo Scassellati Sforzolini
Consigliere: Armando Costantini

Governatore (188°): Ernesto Cianci
PresidenteR. I.: William E. Walk
Tema presidenziale: Bridge the Gaps


Conviviali: 1° e 3° mercoledì – Ristorante “da Bruno” di Osimo; Taunus Club di Numana
Dobbiamo ancora allo zelo ed alla precisione del segretario Sardus Tronti se l’anno sociale 1970-71 appare abbastanza documentato, grazie anche agli undici Bollettini pubblicati.
Stimolante è stata la visita del Governatore, animata di buoni propositi e di serena autocritica per una maggiore affermazione degli ideali rotariani tramite l’allargamento della base sociale. “Siete pochi, esordì Ernesto Ciani, dopo dodici anni di vita si possono anche notare segni di stanchezza, ma con la nascita del Rotaract si profila un segno di speranza ed il Rotary si pone pur sempre come un animatore di quanti hanno scelto di servire anche nel difficile mondo della politica”.
La vita del Club sarebbe scorsa sui soliti tranquilli binari, se non fosse scossa da una notizia che ha procurato un notevole turbamento. Nella seconda decade di giugno infatti il segretario Tronti ha ricevuto una telefonata dal presidente del Rotary di Ancona Orlandi, che comunicava l’intenzione di costituire un nuovo club da denominare “Riviera del Conero”, comprendente i comuni di Sirolo e Numana. Grande fu lo sconcerto, in quanto, soprattutto il comune di Numana, era da sempre considerato appartenente all’ambito territoriale del Club di Osimo, che vi teneva le conviviali estive e vi annoverava alcuni soci. Il 7 luglio 1970 il presidente Silvestri ed il segretario Tronti inviarono un circostanziato esposto a Walter Panzar della Segreteria del Rotary International di Zurigo, conducendo una strenua difesa dei diritti del Club, in ciò sostenuti dal voto unanime dell’Assemblea, convocata urgentemente il 10 luglio seguente. Veniva sottolineato che la vicenda avrebbe potuto ledere proprio il valore dell’amicizia, che dovrebbe essere alla base delle relazioni tra i club. Dal punto di vista giuridico si evidenziava che sin dal 1967, su richiesta del Governatore Agostini, era stata inviata una cartina topografica con l’indicazione del territorio di competenza del Club di Osimo, comprendente sia Sirolo che Numana. Infine venne richiesto l’intervento del Governatore Cianci.
A giustificazione del suo operato il presidente Orlandi faceva presente che si era riservato di accertare quali fossero gli esatti ambiti territoriali e che, in base all’art. 5 dello Statuto, il territorio di pertinenza del Club di Osimo comprendeva “…la ville de Osimo, sa commune et les communes de Loreto et Castelfidardo”.
Con lettera del 14 luglio 1970 Zurigo ribadiva quanto evidenziato da Orlandi, sottolineando che il fatto di aver presentato al Governatore Agostini una carta comprendente altri territori non era stata suffragata dalla approvazione degli organi centrali. Nessuna rilevanza giuridica aveva, a suo parere, il fatto che le conviviali estive si tenessero al Taunus Club di Numana.
Da parte del nostro Club si confermava, con lettera del 16 luglio, quanto già comunicato al presidente Orlandi e si sottolineava che nell’atto costitutivo del Rotary di Osimo era allegata una cartina topografica comprendente i comuni di Sirolo e Numana e che allora la Segreteria di Zurigo non aveva sollevato alcuna eccezione, mentre avrebbe dovuto rilevare l’apparente incongruenza tra la cartina e l’enunciato del citato articolo 5.
La controversia, aldilà dei cavilli giuridici e le divergenti interpretazioni, stava scavando un solco doloroso tra il Club di Osimo e quello di Ancona, che era stato il suo Club padrino, e stava arrecando un profondo turbamento in tutti i soci, che nella riunione del 3 agosto paventavano ripercussioni così gravi da mettere in discussione la sopravvivenza del Club. Essi riconsegnavano le loro tessere nelle mani del Presidente e del Segretario con l’intento di rassegnare le dimissioni al Governatore Cianci, che si trovava in visita a Senigallia. Ma tra rotariani, e questo episodio ne è la conferma, l’amicizia non è una parola vuota ed alla fine si riesce sempre a superare i momenti di crisi.
E’ quindi con comprensibile soddisfazione che il presidente Silvestri nella conviviale del 31 ottobre poteva comunicare che la vertenza si stava avviando verso una equa risoluzione, in quanto la Commissione del 188° Distretto si era espressa per il riconoscimento delle ragioni vantate dal Club di Osimo, sia pure limitatamente al Comune di Numana.
Nella conviviale del 7 dicembre 1970 il vicepresidente Roberto Frontini poteva annunciare l’avvenuto riconoscimento formale dell’appartenenza di Numana al territorio di competenza del Club di Osimo, e nell’occasione tale riconoscimento veniva esteso anche al Comune di Filottrano.
Con la ritrovata serenità riprendeva la normale attività.
A livello distrettuale si partecipò al Convegno sulla difesa del territorio, tenuto ad Ancona il 28-29 novembre. Fu l’occasione propizia per richiamare l’attenzione degli studiosi e dei convegnisti sulla necessità di conoscere e salvaguardare una serie di ricchezze ambientali ed artistiche del territorio di Osimo. Se ne citano alcune:
1. gli affreschi e la cripta del monastero di San Niccolò;
2. il restauro della facciata del Palazzo delle Poste in Piazza Boccolino;
3. l’intervento sul palazzo ex Recanatesi di via Lionetta, che al suo interno cela un pregevole pavimento musivo di epoca romana;
4. le grotte del Palazzo Campana;
5. la segnaletica dei monumenti e palazzi patrizi osimani;
6. una guida turistica di Osimo;
7. l’attuazione di una segnaletica rispettosa del decoro cittadino;
8. la valorizzazione degli edifici dell’Episcopio, dei magazzini Dittajuti e delle monumentali chiese di San Filippo e San Silvestro.
Oggi possiamo con soddisfazione constatare che le segnalazioni più che realistiche del Rotary sono state in parte realizzate, a dimostrazione che chi semina idee raccoglie frutti.
Il club non mancò poi di riflettere su se stesso. Nella conviviale del 15 febbraio 1971 il past president Solari cercò di fare un’analisi della crisi dei valori che travagliava la società e sottolineò il ruolo dei rotariani per la loro riscoperta ed attuazione. Ci si chiese: siamo forse carenti di impegno? Per questo alcuni soci non credono più nella validità dei principi, non calati nella difficile realtà della vita civile e politica? L’assenza è forse un modo per dimostrare il dissenso? Non è regola fondamentale del Rotary quella del confronto, anziché dello scontro, tra persone di diversa formazione e cultura, ma accomunate dall’amicizia e dall’impegno del servire?
Con la sua saggezza e con l’esempio della vita vissuta il socio anziano Lardinelli invitò alla discussione, ad un’analisi sincera che mettesse in luce le perplessità ed i dissensi, al fine di risolverli e comporli, nella convinzione che l’indifferente e chi rifiuta il confronto non sono rotariani.
Un qualche segno di disagio si manifestava poi nella seduta del 29 marzo, in occasione della elezione del nuovo Consiglio per l’anno 1971-72. Si discusse sulla proposta di un socio che avrebbe desiderato fosse presentata una lista unica comprendente tutti i soci, non prevista dal vigente Regolamento. Il Bollettino riportò il fatto sottolineando che il rispetto del Regolamento è essenziale per il buon funzionamento di qualsiasi organismo, e che d’altro canto esso prevedeva la più ampia facoltà, da parte di ogni socio, di votare per qualsiasi socio iscritto al Club.
La tentazione di non applicare il Regolamento o di interpretarlo in maniera discutibile è purtroppo una tentazione che riaffiora in ogni momento di crisi. Fortunatamente l’intelligenza di molti soci, la loro conoscenza delle norme e la capacità di interpretarle correttamente evitarono gesti clamorosi di dissenso, quali le minacciate dimissioni, e riuscirono a riportare la questione nei corretti termini e nel pieno rispetto delle regole.
L’anno rotariano si è chiuso non solo con la puntuale relazione del presidente Silvestri, ma anche, ai sensi dello Statuto, con un robusto “Rapporto” di Sardus Tronti, mitica figura di Segretario, che argutamente si definiva come “l’autista di un carrozzone in crociera con il tutto pieno a bordo e con la responsabilità della salute di tutti, compresa quella del Presidente”.
L’anno trascorso è stato difficile, ma fecondo, anno della “contestazione generale”, come lo definiva Sardus. Dovremmo quindi essere grati alla signorilità e all’acutezza morale del compianto amico Silvestri ed alla “guida” esperta del segretario Tronti se l’anno si sia concluso felicemente e se si sia riusciti a “ridare vita e giovinezza al Club”.
L’ultimo numero del Bollettino riporta (prassi non sempre mantenuta) il consuntivo dell’anno rotariano e le percentuali (46,57%) di assiduità dei 35 soci.

Il Presidente Giovanni Silvestri­
Il segretario Fauno Sardus Tronti