STORIA

La media e bassa valle del Musone e della parte terminale del Fiumicello, uno dei suoi affluenti, ci hanno restituito le testimonianze più antiche della presenza dell’uomo, risalenti al Paleolitico, terminato circa 10.000 anni fa (Passatempo, Casenove).

  1. In una cava di ghiaia, a sud-ovest della fornace Santicchia, è stata ipotizzata dall’Annibaldi una stazione neolitica all’aperto. Diverso materiale del Neolitico avanzato è stato rinvenuto in una decina di siti nei dintorni di Moscosi.
    Attorno alla metà del IV millennio a. C., la pratica dell’agricoltura e la scoperta delle potenzialità del rame per gli strumenti promuovono l’organizzazione delle comunità umane: materiali sporadici eneolitici sono emersi nella contrada Bachero.
    Tra il 1800 ed il 1100 a. C., nell’Età del Bronzo, si colloca il villaggio capannicolo con sepolcreto di Ripabianca di Santa Paolina. Vi si lavora la ceramica. Questo insediamento è inserito in un’ampia rete di scambi, che si estende dalle isole Lipari alla Pianura Padana. Interessanti reperti provengono anche dalle località Bachero, Moscosi, Valcarecce, Colognola, San Biagio e Caprile.

    Testimonianze del Paleolitico ritrovate alle Casenove.

  2. Tra IX e VI secolo a. C. una comunità picena fu stanziata sul colle di Osimo, una seconda sul fianco nord-orientale del Monte Santo Pietro, con relativi sepolcreti. I Piceni furono i fondatori locali della vera agricoltura, avendo introdotto il passaggio della proprietà da collettiva nelle tribù a individuale nelle famiglie.

    Morso di cavallo dell’VIII sec. a.C. dalla necropoli picena sulle pendici di Monte Santo Pietro.

  3. La valle ritorna a far parlare di sé nel secondo quarto del IV secolo a. C., quando la sua parte occidentale è interessata dalla presenza di Galli Senoni. La loro attestazione risulta in due insediamenti: a Santa Paolina e a San Filippo. Nel 295 a. C. i Galli furono sconfitti nella battaglia di Sentinum (presso Sassoferrato) dai Romani, cha da allora influenzarono il Piceno, assoggettandolo definitivamente nel 268 con la vittoria di Asculum. Nel 220 a. C. fu sistemata la via Flaminia, il cui ramo distaccantesi da Nuceria Camellaria (Nocera Umbra) raggiungeva la valle del Musone e proseguiva per Ancona. L’oppidum di Auximum sul colle, tenuto come municipium, subì una profonda trasformazione urbana nel 174 a. C., con l’appalto delle mura urbiche, la sistemazione del foro, l’impostazione dei decumani e dei cardines. Nel 157 a. C. Auximum divenne colonia. Da allora le assegnazioni di aree a cittadini provenienti da Roma e ad ex veterani furono continue. L’archeologia prova la presenza di insediamenti rurali, di ville rustiche e di necropoli. Tra le Casenove e Campocavallo si individuano ancora le tracce della centuriazione agraria delle terre statali assegnate ai coloni romani; lo testimoniano la sopravvivenza di alcune stradine di campagna e di allineamenti di piante. Da notare l’importante impianto produttivo, forse una fattoria, di Monte Torto, presso le Casenove. Villa Rustica di Montetorto (def) | osimoturismo.

    Osimo e il Musone (Misco) nella Tabula Peutingeriana (periodo imperiale).

  4. Sarcofago dei martiri osimani (sec. V-VI) nella cripta del duomo.

    Dopo un periodo di relativa tranquillità nell’epoca imperiale e la presenza umana abbastanza fitta nella pianura, si verificò una caduta verticale degli insediamenti. Osimo fu interessata dalla Guerra Gotica dal 538 al 553. Con la discesa dei Longobardi rimase invece in area bizantina, mentre forse a fine secolo (597-598) fu occupata dai Longobardi; certamente sarà nel ducato di Liutprando nel 727-728. Nel 773 fu sottomessa allo Stato della Chiesa, dopo la donazione della Pentapoli al papa da parte di Pipino. Nel IX secolo i confini del contado osimano sono l’Aspio, Castelfidardo, il Fiumicello ed il Musone.
    Nel XII secolo il Comune di Osimo è già costituito. I cittadini si dividono in maiores (nobili) e minores (popolo). Seguono i servi della gleba. I feudatari, spogliati dei loro castelli, sono indotti a trasferirsi nel paese, dove, prima o poi, fanno causa comune con i nobili, provocando liti e stragi. Il potere è detenuto prima dai consoli, poi da un podestà, coadiuvato dai Consigli. Nel 1126 si stipula il contratto con Numana per l’affitto del porto.

    Sarcofago dei martiri osimani nella cripta del duomo (V-VI sec. d.C.).

  5. Tra XII e XIII secolo le grandi proprietà terriere della Chiesa e dei signori si riorganizzano, creando nuovi terreni coltivati destinati a grano e a vigne, per mezzo di operazioni di disboscamento. Il territorio è cosparso di numerosi castra, più o meno grandi, i cui proprietari si sottomettono al Comune di Osimo nella seconda metà del XII secolo.

    Ruderi del castello di Castreccioni (XIII sec. d.C.).

  6. Il XIV secolo conobbe una notevole crescita demografica ed economica. Osimo presidiava le aree di confine del grande contado e rafforzava gli insediamenti fortificati del territorio. Già verso la fine del secolo si ha un grande ritorno alla terra e si realizzano nuovi insediamenti tra le selve: il grano diventa il protagonista di questa nuova fase economica.
    Dopo la metà del secolo la valle subisce diverse scorrerie: Fra Moriale, i mercenari bretoni di Silvestro Budes, Luigi I d’Angiò, Mostarda, Braccio da Montone. Nel dicembre 1433 Francesco Sforza si accampa presso il Musone, poi si ha l’assedio di Osimo, presa da Boccolino (1486).

    Braccio da Montone devasta il territorio a sud di Osimo (1407).

  7. Agli inizi del Cinquecento le selve sono ancora diffuse e lungo il Musone sono presenti paludi. Durante il secolo, però, molte selve sono abbattute e la cerealicoltura progredisce, favorita dall’alto prezzo del grano e dalle favorevoli condizioni del mercato.
    Nel Settecento, mentre si afferma saldamente la mezzadria, in piena ripresa economica, i disboscamenti si intensificano per la messa a coltura di nuove terre e la domanda di legname per costruzioni navali, urbane ecc., tanto che si disse che bisognava far ripiantare alberi da bosco.

    Il corso del Musone nella carta di S. A. Moroncelli (XVII sec. d.C.).

  8. Nel 1798 si ebbe la prima occupazione francese, durata fino all’anno seguente. Osimo entra a far parte della Repubblica Romana ed è compresa nel Dipartimento del Musone, che ha come capoluogo Macerata. Nelle campagne compaiono gli Insorgenti ed i briganti.
    La prima Restaurazione va dal 1799 al 1808, e si inizia con l’occupazione austriaca, la seconda si ha col Congresso di Vienna del 1815. La soggezione al padrone è sempre più evidente: egli controlla anche la vita privata dei mezzadri.

    Insorgenti e briganti per la valle (XVIII sec. d.C.).

  9. Il 16 settembre 1860 arrivano da Jesi, passando per le Casenove, le forze della 7a Divisione che parteciperanno alla battaglia di Castelfidardo due giorni dopo. Il plebiscito del 4-5 novembre vede il 95% di Osimani favorevoli all’adesione al Regno d’Italia. Tra il 1895 e il 1896 si ebbe un picco di emigrazioni in Argentina (fino a mezzo migliaio di persone).

    Battaglia di Castelfidardo (18 settembre 1860).

  10. Dall’inizio del Novecento l’impiego dei concimi chimici e l’introduzione di nuove macchine portano ad un consistente aumento della produttività agricola, ma non cambiano le condizioni della famiglia mezzadrile.
    Nel 1901 Isotta Simonetti, consorte del conte Alessandro Fava Simonetti, proprietaria di oltre 1000 ettari di terreno coltivato da un centinaio di mezzadri, riuscì a prevenire una ribellione dei suoi contadini riguardo al patto colonico, cancellando le imposizioni di lavoro e le prestazioni sotto forma di nolo.
    Nello stesso anno sorse l’Associazione dei Contadini e si costituì la Cooperativa Agraria da parte dei proprietari. Nel 1903 fu soppressa la fiera di Montepolesco e fu istituita quella delle Casenove, si tenne anche la Mostra-esposizione zootecnico-agricola.
    La Società fra gli Agenti di Campagna pubblica il suo statuto nel 1912, mentre l’anno seguente lo pubblica l’Associazione Agraria Osimana e si forma l’Unione Agricola Cattolica. Sempre nel 1913 esce “La Voce dei Campi” a cura dell’Unione Agricola.
    Nel 1919 si costituisce la Lega dei Contadini e si attuano scioperi. Luigi Martini è direttore dell’Osservatorio Bacologico di Osimo e pubblica diversi testi sulla materia tra 1887 e 1927.
    Nel 1920 si tiene la Mostra Zootecnica (Relazione del professor Alfredo Bartolucci). Nel 1924 fu raddoppiata la conduttura dell’acqua proveniente dal Musone. Nel 1928 si apre la Cattedra ambulante di Agricoltura. I seminativi semplici ad Osimo nel 1930 coprono solo il 6% di tutto il territorio comunale, mentre i seminativi vitati arrivano all’88,7% (cioè 8899 ettari).
    Nel 1934 fu costruita la scuola elementare di Campocavallo. Nel 1938 si inaugurò il Consorzio Agrario Provinciale in Via Montefanese, abbattuto nel 2016, e la Scuola di Avviamento all’agricoltura

    Scena di vita contadina del primo Novecento.

  11. Nel 1944 la valle vide il passaggio del fronte: a luglio vi si combatterono la prima e la seconda battaglia di Ancona. Il 24 marzo si ebbe l’eccidio di Chigiano: i tedeschi fucilarono sette partigiani. Nel giugno fu ucciso dai tedeschi alle Casine di Rinaldo il mugnaio Carlo Polverini, ritenuto sospetto.

    I carri armati polacchi attraversano il Musone (1944).

  12. Nel 1950 si riattiva il ponte al Padiglione. Al censimento del 1951 risultano 630 abitanti a Campocavallo, 1268 alle Casenove e 2253 a Passatempo. Nel 1958 è istituita l’Opera Pia Giovanni e Gaetano Recanatesi per contadine vecchie e povere. A Piazza Rosselli si tiene il mercato dei polli. Verso la fine degli anni Cinquanta si hanno manifestazioni per il superamento della mezzadria e il paesaggio agrario comincerà a cambiare.
    Nel 1960 apre lo stabilimento di Quinto Luna a Campocavallo. Si costruisce la scuola al Padiglione.
    Il 2 giugno 1961 il Giro d’Italia percorre la valle del Musone, provenendo da Montefano. Si costruiscono le scuole delle Casenove, di Passatempo e della Villa. Nel 1962 si forma la Comunità dell’Aspio, Musone e Potenza tra i Comuni di Camerano, Castelfidardo, Loreto, Montelupone, Numana, Osimo, Porto Recanati, Potenza Picena, Recanati, Sirolo e le Amministrazioni Provinciali di Ancona e Macerata. Si costruisce la nuova chiesa di Passatempo. Nel 1964 la prima Marcia della fede percorre la valle fino a Loreto. Nel 1966 riprende il Mercato-concorso bovini di razza marchigiana. Nel 1967 si forma la parrocchia di San Domenico al Padiglione.
    Si costruisce il nuovo ponte sul Fiumicello nel 1970. Nasce la Ghergo industry and engineering. Nel 1974 si inaugura il monumento alla Resistenza a San Filippo. Nel 1979 iniziano le mostre di macchine per la bieticoltura.

    La Scuola Media di Passatempo (1961).
    Articolo di giornale che documenta la nascita della “Comunità delle Valli” (1962).

  13. Tra il 1981 ed il 1987 viene costruito il Lago di Cingoli (o di Castreccioni). Esso rappresenta il più grande bacino artificiale delle Marche, ricco di fauna acquatica e uccelli migratori. Il lago ha una superficie di oltre 2 chilometri quadrati ed una profondità che raggiunge circa i 55 metri in prossimità della diga. La diga, alta 67 metri e lunga 280, è stata costruita per rispondere a diverse esigenze: per uso irriguo, per l’acqua potabile e per regolare le piene del fiume Musone.
    Nel 1986 i Servi di Maria se ne vanno da Campocavallo. Nel 1988 si costruisce il ponte sul Musone alle Casenove.
    Nel 1997 si inaugura l’aula verde “La Confluenza” presso il Musone.

    La diga del Lago di Cingoli (o di Castreccioni).