Una serata tra origini, valori e amicizia.
Venerdì 20 marzo il Rotary Club di Osimo ha ospitato una conviviale speciale: “Porta un amico al Rotary”. Numerosi soci hanno risposto con entusiasmo all’invito, portando con sé amici, conoscenti e familiari in una serata che ha saputo unire il calore dell’accoglienza alla profondità della riflessione.
Protagonista della serata è stato il socio Fulvio Fati Pozzodivalle, che ha condotto i presenti in un viaggio affascinante attraverso le origini, i valori fondanti e l’attualità del Rotary, offrendo a chi si avvicinava per la prima volta a questa organizzazione uno sguardo autentico e appassionato su ciò che essa rappresenta.
Un’organizzazione che non si ferma
Fulvio ha aperto il suo intervento ricordando come il Rotary sia, per sua natura, un’organizzazione in costante evoluzione. Citando Paul Harris, suo fondatore:
Il Rotary non si ferma, non può fermarsi perché il nostro è un mondo che cambia e noi dobbiamo cambiare con lui.
Anche il concetto di servizio ha seguito questa trasformazione: dal motto storico “He Profits Most Who Serves Best” all’attuale “Service Above Self”, una sintesi che dice molto sul percorso compiuto in oltre un secolo di storia.
Paul Harris e le radici del Rotary
La relazione ha poi ripercorso la biografia di Paul Harris, fondatore del Rotary nel 1905 a Chicago. Cresciuto dai nonni paterni nel Vermont — figure di saggezza, austerità e integrità morale — Harris portò con sé i valori della democrazia e della solidarietà sociale che aveva respirato fin da bambino. Da giovane avvocato in una Chicago in pieno fermento industriale e sociale, si sentiva profondamente solo, e maturò così il desiderio di riunire alcune persone attorno a un “piano molto semplice di cooperazione reciproca e di amicizia informale”. Da quella semplice intuizione nacque il Rotary.
I quattro valori fondanti
Il cuore della presentazione ha ruotato attorno ai quattro valori che ancora oggi definiscono l’identità rotariana:
Amicizia — non intesa in senso meramente affettivo, ma nella sua dimensione etica: stima reciproca, lealtà, solidarietà nei momenti difficili, affidabilità e assenza di favoritismi.
Leadership — il Rotary riconosce il merito e le qualità personali, non l’apicalità professionale o il censo. L’ingresso avviene per cooptazione, come accadde già al primo socio cooptato da Harris: Harry Ruggles, tipografo e primo tesoriere del club.
Service — la vocazione del Rotary è rendere il mondo migliore. Non beneficenza, bensì messa a disposizione di energie, intelletto e competenze professionali: è ciò che distingue il Rotary da qualsiasi altra organizzazione di volontariato.
Diversità — i quattro soci fondatori erano un avvocato, un sarto, un ingegnere minerario e un commerciante di carbone, di fedi diverse. Dalla diversità nasce l’arricchimento reciproco.
Una rete globale con una missione universale
Fulvio ha concluso ricordando la dimensione internazionale del Rotary: una rete di 1,2 milioni di persone in tutto il mondo, impegnata su grandi temi globali — dalla lotta alle malattie alla promozione della pace, dall’accesso all’acqua pulita alla tutela dell’ambiente. Un’organizzazione che ha partecipato ai grandi eventi della storia recente, dal convegno di Londra del 1943 da cui nacque l’UNESCO, fino al ruolo consultivo presso UNICEF, OMS e altri organismi internazionali.
